Switch

Il passaggio all'eritropoietina alfa biosimilare in dialisi sicuro ed efficace, con risparmi del 50% sul costo del trattamento

Nei pazienti in emodialisi lo switch da diverse formulazioni di eritropoietina al biosimilare si è rivelato sicuro e di pari efficacia clinica, garantendo il mantenimento della stabilità dei livelli di emoglobina e ferro e consentendo un risparmio globale del 50,93%.

Il dato emerge da uno studio realizzato da esperti del dipartimento di Nefrologia e dialisi dell'Ospedale GB Grassi e del Dipartimento di farmacia della Asl Roma 3 ("Lo switch a biosimilari dell'eritropoietina alfa in emodialisi - Analisi dell'efficacia, della sicurezza e dei costi di un singolo centro", Massimo Morosetti e altri, http://www.ricercaepratica.it/articoli.php?archivio=yes&vol_id=2629&id=27028).

Lo studio osservazionale - pubblicato nella rivista del'Istituto "Mario Negri" Ricerca&Pratica - ha avuto l'obiettivo di valutare  l’efficacia clinica, la sicurezza e l’impatto economico dello switch da diversi tipi di eritropoietina attualmente in commercio al biosimilare dell’ eritropoietina alfa. 

A tale scopo sono stati arruolati 87 pazienti (36 maschi, età media 65,2 ± 16,1 anni) di cui sono stati raccolti i dati relativi ai parametri considerati sei mesi prima e sei mesi dopo lo switch: il passaggio al biosimilare- riferiscono gli studiosi -  non ha detrminato variazioni significative nei livelli dell’emoglobina, ferritina e saturazione della transferrina e non si è avuto un aumento nell’incidenza di trombosi della fistola artero-venosa e di eventi cardiovascolari rispetto alla popolazione generale di pazienti in dialisi. Infine, il consumo medio mensile di eritropoietina per paziente è rimasto costante a fronte di un dimezzamento della spesa media mensile per il trattamento (la media mensile per paziente è variata da 317,78 euro a 155,91 euro.

Lo switch da originator a biosimilare - concludono i ricercatori - può essere considerato sovrapponibile allo switch tra originatori, a patto che il pazientie sia strettamente monitorato e fermarestando la tracciabilità del farmaco. Giudicato inoltre corretto che la decisione di modificare la terapia con eritropoietina somministrando il biosimilare debba essere una responsabilità del clinico discussa in modo appropriato con il paziente.