Biosimilari in Italia

Nel 2016 le  sette molecole biosimilari in commercio sul mercato italiano - Epoetine, Filgrastim, Somatropina, Follicolina alfa, Infliximab, Insulina Glargine, Etanercept -  hanno assorbito il 13% dei consumi  nazionali contro l’87% detenuto dai corrispondenti originator per un giro d’affari di oltre 5 milioni di euro a fronte dei 34,9 milioni di euro totalizzati dagli originator.    

Il sorpasso nelle vendite di biosimilare rispetto al biologico originatore è stato registrato finora per due sole molecole, entrambe entrate sul mercato nel 2009 . A realizzare il maggior grado di penetrazione sul mercato è stato  il Filgrastim, i cui 5 biosimilari in commercio  hanno assorbito il 90,51%  a volumi e l’89,84% a valori del mercato della molecola. Ad assicurarsi la seconda miglior performance sono state invece le Epoetine, che hanno assorbito il 59,94 a volumi e il 51,44% a valori.

Ampiamente diversificato il quadro dei consumi a livello regionale valutato sull’insieme delle  quattro molecole in commercio da almeno 3 anni (Epoetine, Filgrastim, Somatropina, Infliximab): in testa ai consumi di biosimilari  Valle d’Aosta e Piemonte, entrambe con quote di consumo di biosimilari superiore all’80 per cento. Seguono il Trentino Alto Adige (69,24%), la Toscana (62,53%) e l’Emilia Romagna (61,89%). Di poco distanziato il Veneto (58,14%) che supera di po la prima Regione del Sud in classifica, la Sicilia, dove si registra una quota di mercato dei biosimilari pari al 53,76 per cento. Segue la Basilicata (53,64%) e la Campania (50,69%). Ultima in classifica la Calabria dove il consumo delle quattro molecole biosimilari si ferma al 10,55 per cento.

Il primo trimestre del 2017 ha fatto registrare una decisa crescita del mercato biosimilare in Italia: le sette molecole in commercio hanno assorbito il 19% del mercato, contro il 13% registrato nel 2016.

Da segnalare l’avanzata di tutte le quattro molecole in commercio da oltre 3 anni: le Epoetine, che tra gennaio e marzo hanno totalizzato il 62 % a volumi e il 55% a valori; il  Filgrastim, che detiene il   91% del mercato a volumi e a valori; lasomatropina che assorbe il 24% a volumi e il 22% a valori; l’Infliximab che detiene il 50% a volumi e il 47% a valori del proprio mercato di riferimento.

Il trend positivo è proseguito anche nei mesi successivi: al termine del primo semestre le sette molecole in commercio hanno assorbito il 21% del loro mercato di riferimento, contro il 13% registrato nel 2016.

 

(Per approfondimenti consultare i report periodici pubblicati in questa sezione del sito)